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martedì 21 maggio 2013

Come si prepara la pasta di henné

In vista della festa di Villazzano sabato prossimo -25 maggio- (dove spero di trovare un sacco di gente desiderosa di farsi decorare da me!!!) sto preparando la pasta di henné per i tatuaggi!
Vista l'occasione, mentre ero già con le mani in pasta (letteralmente) mi è saltato in testa che poteva essere utile fare un mini-tutorial per chi volesse far sa sé!
Per cominciare una dura verità: l'unico vero trucco è avere un henné fresco e di ottima qualità... non è banale, lo so, ma non esiste una pratica che possa far funzionare un henné rovinato, vecchio o sabbioso, così come è difficile rovinare irrimediabilmente un buon henné... Un po' come in cucina! Ti voglio vedere a fare un bel pan di spagna con le uova marce... -_- mentre mal che vada, se anche non riesci a montalro, con le uova fresche verrà un biscottone! Non proprio alta pasticceria, ma commestibile! 
Quindi, visto che di ricetta si tratta... gli ingredienti!
  1. 100 g di lawsonia inermis 
  2. 250 ml succo di limone (spremuto e filtrato, o di quelli in bottiglietta del supermercato... in questo caso è davvero lo stesso, quel che ci interessa è l'acido citrico)
  3. 30 ml olii essenziali ricchi di terpenoli (Tea Tree, Eucalipto, Cajeput, Lavanda)
  4. 20 g zucchero a velo o miele (facoltativo)
Mettere quasi* tutta la polvere in una ampia tazza di ceramica (o ciotola di vetro, o di plastica che non ci importa se resterà sporca per sempre), aggiungere gradulamente il succo di limone e mescolare pian piano con un cucchiaio o forchetta di plastica, fino a raggiungere la consistenza di un purè di patate bello sodo. 
*(Conviene tenere da parte un cucchiaio di polvere in modo da poter correggere la consistenza se alla fine dovesse risultare troppo liquida.)
Tradizionalmente non si usa il metallo e l'ho trovato detto e ripetuto spesso, anche se talvolta qualcuno afferma che con l'henné puro non ci sono problemi (e la precauzione deriva dall'uso di polveri con additivi chimici che potrebbero interferire col metallo, e che comunque non vogliamo sulla pelle!!!) fatto sta che finché non troverò una seria e motivata spiegazione scientifica in merito, preferisco seguire l'usanza ed evitare strumenti metallici.

polvere e limone
purè di henné :-)





















Nel mescolare conviene andare con calma perché la polvere svolazzerà e cercherà di fuggire in ogni dove... qui ogni henné si comporterà a suo modo, se è di quelli "gommosi" tenderà ad essere subito molto colloso e si appiccicherà tremendamente al cucchiaio, e diverse polveri avranno bisogno di diverse quantità di succo di limone. Non è detto che servano tutti i 250ml, così come non è detto che bastino... per cui può essere d'aiuto avere un limone extra da sacrificare (o una bottiglietta extra di succo confezionato).
Quando avremo smesso di vedere polvere sciolta, sarà tutto ben umido e amalgamato (ma NON troppo liquido!) cerchiamo di livellare al meglio la pasta nel contenitore e copriamo con un pezzo di pellicola per alimenti direttamente a contatto con la superficie. Sigilliamo poi tutto con un secondo strato di pellicola che avvolga tutto il contenitore.

primo strato pellicola
secondo strato





















Ora la nostra scodella va messa al sicuro per 24 ore in un posto né caldo né freddo (d'inverno possiamo anche tenerla nei pressi di un termosifone ma NON sopra, d'estate eviterei il sole diretto le zone più calde di casa... diciamo che tra i 20 e i 25 gradi siamo a posto. Ma se fa un gran caldo e la casa è a 30 gradi niente panico: lo lasceremo riposare 12 ore invece di 24... l'unica cosa che succede è che le reazioni chimiche sono più veloci). 
L'hennè lasciato a se stesso per 24 ore si idraterà ben bene, farà conoscenza con l'acido citrico e comincerà a rilasciare i componenti che tingono effettivamente la pelle.
La pasta appena preparata non ha potere tintorio. Mi sono sporcata le dita, le ho tenute sporche circa 30 secondi e le ho sciacquate: come vedete non ho nessuna traccia di colore. Tra 24 ore sarà tutta un'altra cosa!

cremina zozzina...
senza conseguenze!




















Passate circa 24 ore scartiamo la scodella e controlliamo che ci sia una differenza di colore tra superficie e substrato scalfendo la pasta con uno strumento. Non sarà una cosa eclatante, ma una diversa tonalità... sopra un po' più marroncino, sotto un po' più verdino. Se non si vede nessuna differenza la speranza è che fosse troppo freddo e quindi tutto un po' rallentanto, ri-impacchettare tutto e lasciarlo fermo altre 12 ore... se dopo 36 ore non si vede differenza è possibile che l'henné fosse rovinato e quindi sia in sostanza inutilizzabile... è una scocciatura ma beh dai, ancora non è da piangere: non ci avete ancora messo i preziosissimi olii essenziali! E potete comunque usarlo come impacco lucidante per i capelli scuri. Ma magari è possibile che la differenza ci sia ma sia molto lieve... allora basta sporcarsi il dito, aspettare 30 secondi e poi sciacquare: se la pelle si è subito tinta di un bell'arancione siamo salvi! La pasta è "attiva" e si può procedere con la preparazione! :-)

24 h dopo
si vede il cambio colore





















e ora macchia! (indice giallo)
A questo punto la pasta sarà anche un po' più liscia e morbida del giorno prima, diamo una bella mescolata e ci prepariamo ad aggiungere gli olii essenziali.
Se ne può aggiungere uno solo o un mix, in genere la Lavanda può essere adatta anche ai bambini, e l'eucalipto è molto diffuso e facile da reperire... Se stiamo preparando una pasta dedicata a un'amica in dolce attesa è meglio evitare del tutto l'aggiunta di olii essenziali che sono controindicati in gravidanza.
Gli olii essenziali indicati sono quelli ricchi di terpeni, sostanze chimiche organiche che accellerano la tinta e la rendono più scura. Non sono indispensabili, ma sono molto utili per ottenere un bel colore con tempo di posa limitato.
Se decidiamo per una pasta senza terpeni sarà bene coprire il tatuaggio dopo l'applicazione della pasta sulla pelle, tenere la parte al caldo e aspettare almeno 3-4 ore prima di levarla, visto che il processo chimico di colorazione della pelle sarà più lento.
In pratica si versa la boccetta nel contenitore e si mescola alla perfezione.
La pasta sarà ora più morbida, ma ancora bella densa.
A questo punto io aggiungo un cucchiaio di zucchero a velo (o di miele), e mescolo bene. Lo zucchero rende la pasta più lucida e liscia, e aiuterà l'henné a rimanere ben attaccato alla pelle mentre si asciuga. Non è indispensabile, non aggiunge nulla alla tinta e al colore, serve solo per avere una pasta più liscia e adesiva. Quindi è facoltativo ma consigliato.

30 ml tra eucalipto, tea tree e lavanda
non si mangia!!! :-)





















Ora è il momento di regolare la densità della pasta. E anche qui in realtà è questione di gusti... purché mai così liquida da colare via sulla pelle, mai così dura da non attaccarvisi. Dipende anche dal tipo di strumento che useremo per il tatuaggio, un conetto a foro finissimo vorrà una pasta molto morbida fluida, uno a foro grosso per disegni veloci vorrà una pasta lievemente più densa... diciamo che una consistenza tipo yogurt va bene, se poi sarà yogurt greco supercremoso o yogurt con lo 0,1% di grassi dipende un po' dai gusti... ;-)
Per rendere più fluido si aggiunge succo di limone, per addensare si aggiunge un poco della polvere di henné tenuta da parte per questo scopo.

cremosa!
nel sac à poche!





















La pasta adesso è pronta per essere inserita nei contenitori designati (a breve preparerò un  mini-tutorial sulla costruzione del cono e il suo riempimento) o surgelata per futuro uso in un bel sacchetto di plastica da freezer... :-)
Con 100 g di polvere si produce tanta pasta, abbastanza da riempire 15-20 conetti, quindi se la si prepara per uso personale (che fa molto droga leggera, eh?) è consigliabile partire da 20g di polvere e tenere la restante al sicuro ben sigillata in frigo (o in freezer) per il futuro!

venerdì 3 maggio 2013

torta sapone alla birra

L'idea di un sapone alla birra mi stuzzicava da un po'... non è banale perché zuccheri e alcool rischiano di far pasticci con la soda, infatti ho litigato non poco con la saponata che è uscita dalla pentola e mi ha invaso la cucina... -_- ma qualcosa si è salvato! 

il sapone al vino è stato uno dei miei primi esperimenti!


 Con l'entusiasmo dell'incoscienza già un paio d'anni fa avevo testato un sapone al vino (la ricetta con cui avevo partecipato al concorso de La Saponaria qui) che era venuto bene, si vede che la fortuna aiuta gli audaci!






La birra è entrata nella ricetta al posto dell'acqua nella soluzione caustica, l'ho prima bollita e raffreddata per sgarsarla, eliminare l'alcool e concentrarla un po'. Ho usato una birra doppio malto che mi sembrava ben profumata e corposa!
Volevo un sapone "birroso" di un bel colore mielato, a cui poi sovrapporre un bello strato di sapone bianco montato a fare da schiuma!




Il sapone di base è stato costituito così:
 grassi:
Olio d'oliva 650
Olio di cocco 200
Olio di ricino 30
Olio di riso 20
 soluzione di soda:
birra 350 gr, NAOH 133 gr (sconto 5%)

Dopo la cottura (uso il metodo a caldo a bagnomaria) ho aggiunto un bel cucchiaio di miele, un cucchiaio di olio di germe di grano e ho profumato leggerissimamente con fragranze alla mela e al mughetto. Ci sono andata leggera perché spero resti ed emerga un po' di profumo di birra!

Per la parte di "schiuma" ho provato una rilavorazione di un sapone di marsiglia 100% naturale e non profumato... ammorbidito con poca birra al grano "weizen" e scaldato al microonde. Ho profumato la schiuma con pochissime gocce di olio essenziale di Ylangylang (che fosse floreale in modo da richiamare il profumo della birra weizen, ma senza sovrastare troppo i profumi naturali).

Ed ecco, il giorno dopo, il risultato!

una fetta di birra! :-)
Ci vorrà qualche giorno prima di poter valutare colore e profumi definitivi, ma per ora sono molto soddisfatta!  


 Il colore spero si scurisca un pochino... poi per il futuro mi viene da pensare che sarebbe fichissimo riprovare la cosa con la tecnica per il sapone trasparente... ma un passo alla volta! ;-) 
Critiche, consigli e commenti sempre benvenuti! :-)

 







martedì 30 aprile 2013

Shampoo solido alla peonia per cute sensibile

In questi giorni sto sperimentando l'autoproduzione (o spignatto che dir si voglia) di shampoo solidi. L'idea è evidentemente copiata da quella di Lush che produce questi graziosi confettoni di shampoo solido 
che sono comodi e simpatici e portano tutta questa fichissima idea della riduzione degli imballaggi e della eco-logicità (perché pur essendo piccini sono superconcentrati e quindi durano e lungo e quindi se ne comprano meno e ingombrano poco e meno camions sulle strade e meno CO2 etc etc) MA mi irritano la testa! -_- niente da fare, il tensioattivo solido che usa Lush è troppo aggressivo, o forse sono io che sono troppo sensibile, fatto sta che l'idea è bella, ma il risultato è forfora-dermatite-prurito. 
Da tempo avevo adocchiato sul sito di Aromazone i tensioattivi solidi che vengono proposti come adatti alla produzione di shampoo solidi: Sodium coco sulfate e Sodium cocoyl isethionate, e con l'ultimo ordine ho ceduto alla tentazione... così adesso si sperimenta! 
Già ho testato una versione per capelli grassi con ortica e olii essenziali, proverò oggi la versione al monoi e seta (che amo già almeno per il profumo) e sono ottimista: mi sembra che l'effetto sia meno irritante che non quello della versione "originale".

In verde lo shampo all'ortica per capelli grassi, in bianco quello alla seta e Monoi
Oggi vado con una versione specifica per cuoio capelluto sensibile, perché ci metterò una bella percentuale di polvere di peonia  che dovrebbe avere un buon effetto calmante... vedremo! :-) 
Ma buttiamoci nel vivo della ricetta: riporto le quantità per arrivare ai 100 grammi, io ne ho fatti il triplo per riempire il mio stampo da sei shampini :-)

tensioattivi:
Sodium coco sulfate 25
Sodium cocoyl isethionate 25

solvente:
infuso di camomilla 5 (o quanto basta a inumidire)
nutrienti:
burro di mango 5
burro di karitè 2
olio di cocco 2
olio di ricino 2
olio di oliva 2
attivi:
polvere di peonia 15
polvere di ghassoul 10
provit B 3
inulina 2
vit E 2

profumazione:
4 gocce OE Ylangylang
2 gocce OE limone
2 gocce OE pompelmo
2 gocce OE bergamotto 

decorazione:
un fiore di camomilla 


Procedimento:
pesare e mettere a scaldare i tensioattivi inumiditi in un pentolino a bagnomaria, nel frattempo pesare olii e burri e aggiungerli. Mescolare mescolare...
con l'acqua si ammorbidisce tutto!

Pesare gli ingredienti polverosi (peonia, ghassoul, inulina) e i liquidi (provit B e vit E) e fuori dal fuoco unire all'impasto e mescolare mescolare...

purtroppo il colore del ghassoul è dominante e rende tutto fangoso!


finché il tutto è tiepido pressare ben bene nello stampo (io uso silicone, ma va bene anche un vasetto dello yogurt), lasciar raffreddare qualche ora, sformare e lasciar asciugare qualche giorno prima di testarlo in doccia! :-)
è appiccicoso!

per pressare nello stampo si usano le dita bagnate di acqua fredda



Ovviamente il procedimento è lo stesso anche per altre versioni! E nulla (tensioattivi a parte) è indispensabile... l'importante è creare un mix che abbia qualcosa di "buono" per i propri capelli, e non esagerare con l'acqua, visto che si vuole ottenere un prodotto solido.  
Se avete domande o suggerimenti o osservazioni sono molto benvenuti! ^_^